Cose da fare e non fare quando si vuole inviare comunicati stampa ai giornalisti attraverso i social media

Cose da fare e non fare quando si vuole inviare comunicati stampa ai giornalisti attraverso i social media

Hai creato la tua mailing list di giornalisti (magari utilizzando il database professionale RP 3.0) ma vuoi comunque sfruttare le potenzialità dei social network per consolidare il tuo rapporto con i professionisti dell’informazione? In effetti i social media, se utilizzato in modo professionale e adeguato, possono essere estremamente efficaci per integrare le normali attività di ufficio stampa e conservare l’attenzione dei giornalisti che abbiamo nelle nostre mailing list e a cui abbiamo già inviato i nostri comunicati.

Questi sono i consigli per utilizzare in modo corretto i social media a vantaggio delle vostre attività di comunicazione.

 

 

 

I social media offrono l’opportunità, per le agenzie di PR, di raggiungere i giornalisti in uno spazio più intimo. Ma attenzione, non tutti i canali offrono i risultati appropriati. Ci sono modi giusti e sbagliati di utilizzare i social media per coinvolgere i giornalisti, se non vogliamo essere visti come stalker.

Ecco un elenco di ciò che si può o non può fare nell’avvicinarsi ai giornalisti sui social media. Cose da non fare: 1. Non inviare comunicati stampa ai giornalisti attraverso Facebook. – Facebook è un posto per gli amici. Anche se Facebook è diventato anche un luogo di business, i giornalisti considerano Twitter uno strumento professionale, non Facebook. Inoltre, quando si invia un messaggio a qualcuno con cui non hai un’amicizia su Facebook, questo finisce nella loro cartella “altro”, che quasi sempre viene ignorata. Evitate di postare sulla loro bacheca o inviare immagini per ottenere la loro attenzione: normalmente i giornalisti vogliono mantenere una certa privacy sulla loro pagina di Facebook. 2. Non inviate comunicati in modo massivo su Twitter – Ricordate: i tweet possono essere visti da tutti. Non cercare di farsi notare da tanti giornalisti in una sola volta twittando comunicati a più account contemporaneamente. Quando invii un comunicato mirato ad un giornalista, lui probabilmente cliccherà sul tuo profilo Twitter per saperne di più. Se il giornalista vede che gli ultimi tweet vengono copiati e incollati per più persone, perderà rapidamente interesse. 3. Non contattare un altro giornalista per ottenere informazioni sul suo collega – E’ poco professionale contattare un giornalista per mettersi in contatto con un altro. Anche se un giornalista potrebbe avere meno follower di un altro, e potrebbe essere più facile vedere una menzione con quella persona, i giornalisti sono fatti oggetto di continui lanci di comunicati, per cui non hanno voglia di essere disturbati da un addetto stampa che cerca di raggiungere un collega attraverso di loro. 4. Non inviare comunicati di recall più di una volta – Il segreto delle attività di ufficio stampa tramite i social media è quello di dar vita ad azioni brevi e “dolci”. Se si inoltrano i comunicati più di una volta, i giornalisti vi contrassegneranno automaticamente come spammer e non sarà più possibile contattarli in futuro.
 

Cose da fare: 1. Scopri lo stile del giornalista prima di inviare il comunicato – La ricerca fa parte del vostro lavoro, mentre il loro è decidere sulla pertinenza del vostro comunicato rispetto al pubblico e alla pubblicazione. È possibile ricavare queste informazioni guardando ciò che il giornalista sta twittando o retwittando, e anche analizzando le loro informazioni biografiche, che di solito ci dicono a quali temi sono interessati. 2. Usare Twitter per inviare comunicati – Twitter obbliga gli addetti stampa a mantenere i loro messaggi brevi e accattivanti. Inviare comunicati ai giornalisti attraverso Twitter è utile perché questi trattano i loro account twitter come un’estensione dei loro articoli, questo fa sì che potrebbero essere più disposti a chattare con voi su argomenti che riguardano i loro interessi. Quando si invia un comunicato a un giornalista su Twitter, è indispensabile citare la società per cui si lavora e un link la sito aziendale: se riconoscono l’organizzazione potrebbero essere più propensi a rispondere.

 

 

By tjsacks_pr / BuzzFeed

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