I 7 errori che gli uffici stampa fanno nel loro rapporto con i giornalisti

I 7 errori che gli uffici stampa fanno nel loro rapporto con i giornalisti

Abbiamo chiesto a 45 colleghi giornalisti, estratti dal database professionale di opinion leader RP 3.0, quali errori commettono più frequentemente i professionisti dell’ufficio stampa nella loro attività di contatto con le redazioni giornalistiche.

Questi i più gravi e fastidiosi:

 Mandare email generiche ai giornalisti 1 – Invio generalizzato a tutti i giornalisti della redazione o all’indirizzo generico di segreteria, quando loro hanno un indirizzo personale/lavorativo facilmente ricavabile (in questo può rappresentare una vera svolta adottare un database professionale di giornalisti come RP 3.0)
 non inviare troppi comunicati stampa ai giornalisti 2 – Troppi invii di comunicati spesso duplicati o senza alcuna notizia
 bisogna conoscere gli orari di lavoro delle redazioni giornalistiche 3 – Invio di comunicati e materiali con tempistiche sbagliate rispetto alla pubblicazione della notizia o ai tempi della redazione o con uno poco professionale dell’embargo.
 gli uffici stampa devono fornire i propri contatti ai giornalisti 4 – Non fornire dati di contatto corretti o personali, per intenderci quelli che possono permettere un contatto anche fuori dall’orario di ufficio.
 i comunicati stampa da inviare ai giornalisti devono essere professionali 5 – Preparazione approssimativa dei comunicati stampa, troppo lunghi o al contrario privi delle informazioni indispensabili per costruirci sopra un articolo.
 non inviare comunicati stampa senza notizia 6 – Sempre a proposito di comunicati stampa, si ricorda che i giornalisti vogliono notizie, per questo odiano comunicati generici, senza alcun tipo di notiziabilità o addirittura presi pari pari dalle brochure aziendali.
 inivare comunicati alle email dirette dei giornalisti 7 – Approccio impersonale nel contatto: è meglio perdere qualche minuto in più per dargli l’idea che il comunicato è stato scritto per lui e che conosciamo il media per cui lavora. Il minimo della personalizzazione è l’intestazione in cui compare il nome del giornalista, cosa che è facile da fare anche con i software di posta elettronica gratuita, una volta creata una mailing list di giornalisti in formato excel (o una volta scaricata da RP 3.0 per chi ha a disposizione un abbonamento al database di giornalisti della Spazio RP).

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